Progetto

DESCRIZIONE SINTETICA DEL PROGETTO

La Cooperativa Shoreline, che riunisce un gruppo di professionisti del settore della biologia ed ecologia marina e costiera, ha definito, grazie alla realizzazione del presente progetto, un nuovo servizio per la valutazione della pericolosità dei sedimenti in ambito marino-costiero, costituito da un indice integrato a 4 approcci implementato in questa prima fase di utilizzo da un archivio di dati di benchmarking e di prima standardizzazione interna (in ambito aziendale, non certificato da parte terza). I dati sono stati raccolti da data base aziendali, da studi condivisi con i tutor o da attività specifiche di ricerca di monitoraggio ai fini di progetto. I dati sono stati inoltre georeferenziati, con il risultato di poter ottenere una mappa delle aree inquinate. L’innovazione di metodo, sviluppata e testata durante il progetto, era già stata elaborata in fase teorica da istituti nazionali scientifici, che hanno collaborato all’avvio del progetto e poi nella fase di formazione del personale di Shoreline per lo sviluppo del servizio, dando un concreto supporto alla validazione in case study applicativi.

Shoreline come laboratorio specializzato in ambito marino, in particolare in merito alla applicazione di saggi biologici e di biomarker, ha condotto la sperimentazione necessaria a verificare e calibrare l’innovazione, cogliendone l’opportunità per uno sviluppo competitivo ed aziendale in ambito nazionale prima e transfrontaliero poi.

In contemporanea alla ricerca e sviluppo in azienda anche gli enti procedevano di pari passo con le loro esperienze trasferendo man mano il sapere allo staff aziendale e stabilendo una proficua collaborazione.

Grazie al supporto di questi tutor/esperti: nello specifico il prof. Francesco Regoli, del Dipartimento di Scienze della Vita e dell’Ambiente presso l’Università Politecnica delle Marche in Ancona, è stato più che docente, più formatore e sviluppatore al fianco di Shoreline che docente frontale. Esperto in biomarker a livello nazionale, metteva in atto competenze di tipo informatico senza però dimenticare la scientificità degli studi. Il dotto Fulvio Onorati, quadro di ISPRA portava invece un grosso contributo sugli ambiti di applicazione.

Grazie alla realizzazione del presente progetto ed in particolare grazie all’utilizzo congiunto delle professionalità dei tutor e di quelle presenti in Shoreline, nonché grazie ala possibilità di eseguire analisi in bioassay nel laboratorio specializzato e certificato, è stato possibile mettere a punto un servizio che le permetterà di far fronte ad una richiesta del mercato che i sistemi attuali di rielaborazione non riescono a soddisfare. Nello specifico, il nuovo servizio rappresenta un servizio per la valutazione della pericolosità dei sedimenti in ambito marino-costiero, costituito da un indice integrato a più approcci (ora reso eseguibile per due di queste linee di evidenza, ma costantemente in fase di implementazione e ricalibrazione), nonché da una piattaforma web based per la consultazione dei dati rilevati (al momento alimentata dai dati di sperimentazione).

Si specifica, inoltre, che l’azienda lavora essenzialmente su due macro aree, ben distinte ma fortemente connesse tra loro ed alle quali questo nuovo servizio intende rivolgersi:

  • ricerca e consulenza, tipicamente su commessa, ad elevato valore aggiunto e che richiede elevatissime competenze tecnico scientifiche. In tale ambito Shoreline è una delle maggiori realtà in ambito nazionale;
  • gestione di Riserve naturali: è un’attività che prevede le attività di monitoraggio così come di certificazione ambientale. Pur avendo un valore aggiunto molto inferiore rispetto all’Area Progetti, tale macro area ha sempre costituito per Shoreline un punto di riferimento importante.

Dalla messa a punto del servizio, lo stesso è stato portato alla conoscenza di Enti dislocati su tutto il territorio nazionale e regionale. In particolare, Shoreline si focalizzerà sull’impatto dei dragaggi o dei reflui cittadini sull’ecosistema marino. La revisione normativa in questo ambito fa ben sperare che nel futuro prossimo si possa applicare questo indice. Allo stesso modo l’accadere di disastri a mare (naufragi e sversamenti) richiedono la valutazione equilibrata e ponderata delle reali aree più compromesse per il complesso lavoro di pulizia dei fondali e di valutazione del rischio per l’ambiente. Infine l’ambito di valutazione della pressione antropica e del deprezzamento del capitale naturale nelle Aree Marine Protette è un contesto in cui applicare tale indice.